Il Vittoriano, simbolo di unità e libertà

L'altro giorno sono stata a Roma, la città eterna: solo per poche ore, ma è bastato per rendermi conto di quanti turisti siano attratti dalla bellezza della capitale italiana e da tutta la storia che è racchiusa in tutti i suoi monumenti.
Tra le tante attrazioni ce n'è una, spesso trascurata, ma molto importante per la storia dell'Italia risorgimentale: mi riferisco al Vittoriano, altrimenti conosciuto come Altare della Patria.

In un servizio dell'altra sera di Superquark, Alberto Angela ha raccontato nel dettaglio tutti gli elementi che costituiscono questo monumento, situato a poco più di un chilometro dal Colosseo, simbolo della città di Roma.


Il Vittoriano è alto 81 m e largo 135 m, tutto in marmo bianco (botticino, tipico della città di Brescia) e il suo nome non deriva dal termine vittoria, bensì da Vittorio Emanuele II, padre della patria, colui che ha unito l'Italia.
Il monumento fu realizzato in 50 anni e si ispirò all'antichità: si presenta con un colonnato centrale, ai due lati due strutture simili a due templi su cui ci sono le quadrighe con le vittorie alate.
Al centro una lunga scalinata in cima alla quale vi è la tomba del milite ignoto.
Il monumento si presenta come un grande abbraccio per il popolo: in basso vi sono delle statue che rappresentano i valori ideali degli Italiani: il pensiero, l'azione, il sacrificio, il diritto, la forza e la concordia.
La scalinata centrale porta al monumento del milite ignoto: in quella tomba è sepolto un soldato sconosciuto, caduto durante la prima guerra mondiale, e che oggi viene vegliato da un picchetto d'onore, con turni di un'ora l'uno.
Quel soldato rappresenta tutti i soldati caduti in guerra per la libertà del nostro Paese.
Ogni anno, il 2 Giugno, si rende omaggio a loro attraverso la famosa sfilata delle forze armate italiane e le frecce tricolore che sfilano nel cielo di Roma.
Il soldato fu scelto tra i tanti corpi di soldati morti in guerra e fu una madre a decidere; il feretro attraversò poi tutta l'Italia.
Il cuore dell'intero monumento è rappresentato dalla statua in bronzo dorato di Vittorio Emanuele II su di un cavallo che sembra marciare verso Roma: una statua gigantesca e pare che nel ventre del cavallo sia stata allestita una sala da pranzo per gli operai che si sono occupati del lavoro.
Sotto la scalinata vi è il museo del Risorgimento: durante una mostra, ebbi modo di vedere al suo interno non solo le divise dei soldati e le loro armi, ma anche le lettere d'amore scambiate con le fidanzate, le mogli e le madri, ansiose di rivedere il proprio marito, fidanzato o figlio.
Ancora più impressionante per la sua maestosità è il colonnato, composto da colonne alte più di 20 m in stile corinzio.
Ma l'intero monumento è ricco di decorazioni, tutte con uno specifico significato: l'alloro rappresenta la pace vittoriosa, la quercia la forza, la palma la vittoria, l'ulivo la concordia e così via.
In cima alle colonne vi sono poi delle statue che rappresentano le regioni: in realtà sono 16 perchè, al tempo di costruzione, non facevano ancora parte dell'Italia la Val d'Aosta, il Friuli, il Molise e il Trentino.
Ai lati del colonnato vi sono i due templi sui quali ci sono le quadrighe con le vittorie alate, proprio come negli archi di trionfo.
Il Vittoriano è quindi un simbolo dell'unità della nostra nazione e della libertà: un viaggio nella storia che ci serve a ricordare quelli che sono stati i valori e il sacrificio delle generazioni passate a favore di quelle future.

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